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"Abella, Abellum, Abellinum": Colonie Romane tra antichi culti pagani e noccioleti

 

"Abella, Abellum, Abellinum": Colonie Romane tra antichi culti pagani e noccioleti

Avella e la nocciola

(Avella e la nocciola)
(Foto: Irpiniareport)

a cura di Pietro Diffidenti

La nux Abellana questo frutto secco ricoperto da un guscio a forma di elmo sannitico che rappresenta un vero e proprio simbolo di prosperità,di abbondanza ma anche di dolore e di guerra, difatti Bellona era la dea della Guerra e Minerva ,anche Ella,Dea della Guerra ,pare sia stata colei che ha infilato la lancia nel piede di Filottete provocandogli quel mitico dolore che lo ha spinto sulle nostre coste a fondare città come le varie Petilia. Petilia erano denominate le sacerdotesse del Tempio di Minerva e la Gens Petilia aveva il protettorato dei templi di Minerva, era gens Guerriera, e Ciriales Petilius o Cerealis(Quinto Petilio Ciriales), fu un Pretor Romano che combattè in Britannia e fu Legato in Dalmatia Romana ed a Ariano Irpino e Grottaminarda (Grotta di Minerva) vi è stata traccia nei secoli di famiglie discendenti del suddetto. A Pompei vi sono varie inscrizioni che si riferiscono a tale Gens, ad Abella vi era il Tempio di Ercole, Irculano Abellinate, in quanto quando i Romani venivano attaccati in territorio plagiense ripiegavano da quel territorio (Ercolano,Pompei,Sorrento con il capo di Minerva) verso il municipio ed oppido interno per organizzare la controffensiva. Un simbolo di forza e di guerra la Nux Abellana che fu tratta successivamente nei secoli nello scudo del Sacro Romano Impero con una palla (Pallade o Minerva) centrale ed ortogonalmente ai quattro lati le nocciuole di Abella.”Il Biondo vuole che Avellino avesse il nome dalle Avellane o Nocciuole delle quali molto abbonda,altri vogliono che derivi dalla Dea Bellona che anticamente vi si adorava,onde ancora dicevasi Bellinum che sta appresso la terra della Tripalda (Abellum) e fu un tempo Colonia dei Romani come afferma Frontino de Colonis,Panvino ed il Cluverio”(cit. Coronelli,1703),”Patrono Coloniae scrive Frontino de Colonis,Abella Municipium,coloni vel familia Imperatoris Vespasiani,jussu ejus accesserunt”; “Poster ager in jugeribus militi est adsignatum”,talchè in questa autorità( il Cluverio,Italia Antiqua,lib.IV,Abella Municipium et Colonia).E’chiaro che la nux abellana avesse un valore particolare non solo simbolico ma anche commerciale e produttivo ma anche culinario e organolettico come anche riconosciuto oggigiorno per l’alto contenuto in acidi grassi essenziali. Si vuole che anche che Altavilla Irpina(Alta Cauda) appresso Tripalda(Abellum)ed Abellinum nella valle del Sabato, dove abbondano le nocelle, fosse una delle antiche Petilia,come probabimente fondo prediale Romano della Gens Petilia che aveva il protettorato al culto di Minerva(sacedotessa Petilia) simile a quello di Bellona e legata ad Abella non solo nel culto pagano ma anche nella stratificazione Cristiana a San Pietro e San Pellegrino,la cui statua è stata recentemente trafugata nella Chiesa di San Pietro ad Avella.Ecclesia di San Pietro legata ai Verginiani che poi in periodo Durazziano fu ceduta all’Annunziata di Napoli.Lo stemma del Comune di Altavilla Irpina antico reca tre file di Nocciuole rosolate, nocciuole che sono anche nello stemma di Baiano e Sirignano.

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