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Altacauda, Alzacunda, Altavilla Irpina: Storia di Gentes Romane e fonti di acqua termale

(Foto: Irpiniareport )

(a cura di Pietro Diffidenti) Rialzo montuoso a Coda; Coda di Cavallo simbolo di guerra presente sull’elmo della Dea Minerva assimilata alla Magna Mater Cybele e talvolta a Bellona, ma simbolo anche delle popolazioni guerriere di origine Germanica e Longobarda. Il culto di Minerva o Cybele fu portato ad Altavilla da discendenti della Gens Petilia non solo perché vi era in abbondanza la Nux Abellana ma anche per la presenza di fonti di Acqua Termale, infatti il culto di Minerva si intreccia con quello della Magna Mater Cybele in corrispondenza di queste sorgenti.La Gens Petilia di origine Graecanica collegata a Filottete ed alla Eneide di Publio Virgilio Marone. Preciserei, facendo un salto nel tempo che Simone Bagot nel secolo 13 fu proprietario del Castrum di Altavilla in territorio Cilentano e non di Altavilla o Alta Cauda in Principato Uteriore attuale Altavilla Irpina per arrivare alla considerazione che , prima della presa Normanna e di Raone di Fraineto, Alta Cauda probabilmente fosse nella disponibilità di Guglielmo di Abinalia del Castrum di Prata e Signore di Montefredane, discendente della Gens Romana di origine Sabina e Graecanica Alia. Concludendo annoto che Petilia Cybele (Sacerdotessa)fu moglie di quel Petilius Cerealis che si ritiene fosse ascendente di molte famiglie Irpine, oltre di altre connotate a Pompei.Difatti secondo Plinio Abellinum e la Civitas di Tripalda erano nella Augustea Regio 1 Campania et Latium e cita in questi luoghi gli Abellinates cognomine Protropi e nella Regio 2 cita gli Abellinates Marsi anche Sabellici,mentre Petilia e Alia sono Nomen di Gens Romane di rilievo anche predominanti su coloni e liberti Abellinates.Gli Avellinates cognominati Protropi, debbono intendersi spinti innanzi per necessità,quindi i primi abitatori di Avellino potrebbero essere stati gli Avellani,i quali nella invasione dei Sanniti nella Campania a cui apparteneva Avella (Strabone lib.V p.249 Casaub.),trasmigrarono nel vicino territorio irpino e quindi posteriori fossero appellati Protropi,cioè trasmigrati per necessità,per ricordare la loro origine Avellinates e Protropi è certamente Origine Greca( protopon)il vino che scorre da se prima della pigiatura e questa appellazione ed a quel vino si riferisce Plinio il Vecchio scrivendo Hist.Nat. lib.XIX.T.g.Protropi spinti innanzi non solo da Avella ma probabilmente anche dalla Daunia.Ma a dimostrazione dell’esistenza degli Abellinates Petilii o Gens Petilia Abellinate,il Guarini riferisce di C.Lucceio Petilio e dei suoi antenati che rifornivano marmo abellinate anche per gli impianti termali in epoca di Massenzio e Costantino.Caio Lucceio Petilio, signo Gaudens,onorato con una statua dal Senato Municipale di Abellinum,verosimilmente sua Città Natale (CIL. X,1126),Gaudenti//Caio Lucceio Petilio clarissimo viro/ praeposto in Urbe Roma thermarum felicium( Sovrintendente alla costruzione/manutenzione delle Therme Felices Costantinianae, discendente di quel M.Lucceio Anassimandro,prefetto di Abella di origine dalla Greca Calcidia.

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