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Aumento biglietti, il "no" dell'Asso Api di Avellino

Politica tariffaria che danneggia il commercio e pesa sul portafoglio degli Irpini

Un autobus

(Un autobus)
(Foto: Carmine Bellabona)

Asso-Api Avellino dice no al caro biglietti del trasporto su gomma. L’Associazione Artigiani e Piccoli Imprenditori disapprova la stangata sui prezzi che interessa tutte le fasce dei ticket del sistema integrato Unico Campania. “Un rincaro – spiega Rino Bilotto, direttore dell’Ente di via Colombo – che va a colpire maggiormente le classi sociali meno abbienti della popolazione irpina con ricadute negative anche sul commercio cittadino”. “L’aumento - continua – va infatti anche a danneggiare il giro d’affari del comparto produttivo perché ostacola il sano e virtuoso flusso dei pendolari che quotidianamente dalla provincia si recano nel capoluogo a fare acquisti”. Per Asso-Api una politica tariffaria a doppio rischio. Da un lato il pericolo di un calo vendite che penalizza ulteriormente lo sviluppo del commercio avellinese; dall’altro un duro colpo alle tasche dei cittadini irpini. “Già sofferenti ed afflitte – sottolinea Bilotto – soprattutto per chi versa in condizioni di disagio economico, da una debole forza reddituale in un contesto domestico dove, tra l’altro, si registra un aumento della disoccupazione”. Ma per uscire dall’impasse e riaccendere i motori degli autobus in direzione utenza, una via c’è: più autonomia per il trasporto pubblico locale. “Sappiamo bene - afferma il direttore dell’Organizzazione irpina - che le risorse destinate al comparto in Campania vengono fatte confluire in un unico bilancio regionale. E non è giusto che aziende come l’Air, esempio locale di buone prassi, subiscano contraccolpi esterni dovuti a situazioni debitorie ballerine ed a governance manageriali semmai non oculate”. “Proponiamo – aggiunge - una maggiore autonomia locale nell’esercizio imprenditoriale del trasporto pendolare in modo tale da attivare, in pratica, una sorta di gestione indipendente fra le varie imprese che, sul territorio regionale, operano nel settore interessato”. “Così – termina – è possibile innescare un meccanismo premiante e penalizzante che tocca le singole realtà aziendali e che valuta separatamente il loro operato e non indiscriminatamente tutto l’universo produttivo”.

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