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Fca di Pratola Serra, Galano (Fim IrpiniaSannio): "Il futuro dipende dai modelli non dai cinesi"

Luigi Galano

(Luigi Galano)
(Foto: Irpiniareport)

In merito agli ultimi rumors riguardo gli appetiti cinesi rispetto al marchio F.C.A. (e più specificatamente il brand Jeep) è opportuna un’analisi di valutazioni che partano dal presupposto che voci suddette non trovano riscontro ufficiale ma, anzi, vengano sonoramente smentite dalla Cina e non confermate dalla F.C.A. Ma l’evidenza del rialzo in borsa del titolo del gruppo di Detroit sia a Milano che a Wall Street (largamente superiore al 10% in sole due sedute) ci impone di riflettere sulla concretezza dell’informazione che assomiglia sempre meno ad una bufala e sempre più ad una strategia ben finalizzata a penetrare il mercato dell’auto americano, italiano e non ultimo brasiliano. Del resto il fatto che il governo cinese spinge, ormai da tempo, le sue aziende allo shopping internazionale è ampiamente acclarato e in questo momento la Fca si presenta sul mercato, dopo che il gruppo FIAT a guida Marchionne ha risanato il suo assetto economico-organizzativo, come un partener appetibile per quelle holding che vogliano operare nell’industria dell’auto anche in considerazione del fatto che la casa italo-americana ha assunto un ruolo di rilievo nell’avveniristico progetto dell’auto a guida autonoma che era partita con la collaborazione con Google per poi continuare con l’asse con BMW, Intel ed il gioiello israeliano Mobileye. 

“La Fim Irpiniasannio - in accordo con la Fim Nazionale e le dichiarazioni del segr. gen. Marco Bentivogli – esprime preoccupazione per l’eventualità di uno “spacchettamento” del gruppo pur non avendo nessuna preclusione ideologica per una partnership con qualunque player con grande capacità finanziaria e industriale che portasse a consolidare l’assetto della FCA a livello mondiale. Ma alienare il cuore pulsante della Fca per mantenere Alfa Romeo e Maserati sarebbe una follia dal momento che, piuttosto, è attesa una crescita del gruppo per i volumi di commesse da evadere, i modelli premium da destinare agli stabilimenti meridionali e la piena occupazione dei lavoratori prevista entro il 2018” dichiara il segretario Luigi Galano. “Per quanto riguardo lo Stabilimento di Pratola Serra” continua Galano “il futuro occupazionale dei circa 1800 dipendenti è fondamentalmente avulso dalle dinamiche che porteranno ad individuare chi assumerà la titolarità del gruppo, piuttosto dipende dal lancio di vetture ad alto margine di profitto (modelli premium) per la naturale vocazione del sito irpino a produrre motorizzazioni nel segmento medio-alto di cilindrata.”

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