IRPINIAREPORT | quotidiano online di Avellino Capoluogo e dell'Irpinia
Redazione    Registrazione
Da oggi riaprono gli scavi archeologici di Mirabella Eclano
Avellino, obbligo della mascherina al Corso da oggi fino a lunedì. Multa da 400 euro per i trasgressori
Ferragosto in Irpinia, scattati i controlli per garantire sicurezza e legalità
Coltivavano piante di cannabis, nei guai padre e figlia
Pugni e schiaffi a un giovane per rapinarlo dello smartphone, arrestato napoletano
Tragedia sfiorata in autostrada: albero cade sull'A16
Avellino, movida e assembramenti: vietata la vendita di alcolici dopo le 21 nei market
Guasto condotta idrica a Mercogliano, dieci Comuni senz'acqua
Ospedale di Solofra, restituiti ai donatori i 230mila euro raccolti per la realizzazione della terapia intensiva
Uffici Postali aperti a Ferragosto, 160 ad Avellino e provincia

 

Fierro: "Dalla Regione risposte negative al Patto per lo sviluppo"

Il segretario Cna interviene sulla delibera di Palazzo Santa Lucia relativa ai Grandi progetti

Cna

(Cna)
(Foto: Cna)

Dura presa di posizione del segretario provinciale Cna, Lucio Fierro, sulla delibera di Giunta regionale relativa ai Grandi progetti. In una nota il suo atto d'accusa: "La delibera regionale sui grandi progetti sui fondi POR è la risposta eloquente, nella sua negatività totale, al “piano per il lavoro” proposto dalle forze sociali e fatto proprio, con voto unanime, dal Consiglio Provinciale. Mi pare difficile non cogliere l’evidenza delle scelte della giunta Caldoro e patetico il tentativo di nascondersi dietro il ditino. In essa non vi è né il tentativo di abbozzare una risposta di grande respiro ai nodi che attanagliano sul piano socio-economico la Campania nel suo insieme, né vi è la Campania nella sua interezza. L’Irpinia è del tutto assente per le infrastrutture, se facciamo la tara di qualche briciolina dal tavolo per salvare la faccia di qualcuno. Ed appare del tutto improbabile la possibilità di recupero, per quanto marginale, nei progetti di sviluppo settoriale. I progetti inseriti sono ventidue. Di questi, sette sono di pertinenza della città di Napoli per un importo di 1350 milioni di euro: valorizzazione del centro storico di Napoli quale sito Unesco, polo fieristico regionale, porto ed area orientale di Napoli, linea 1 Metropolitana di Napoli, linea 6 Metropolitana di Napoli, metrocampania Piscinola-Capodichino, riconversione ex area Italsider Bagnoli. Altri sei, per un importo di 800 milioni di euro afferiscono all’area di costa tra l’alto salernitano, il napoletano ed il casertano: infrastrutturazione di contorno alla stazione di Afragola, interventi sui depuratori di Cuma e dei Regi Lagni, risanamento idraulico dell’area dei Campi Flegrei, miglioramento della balneabilità sul litorale domizio, riqualificazione ambientale del fiume Sarno, svincolo ad Angri sulla SS 268. Tre ancora, per un impegno di 213 milioni di euro, afferiscono l’area salernitana: porto di Salerno, rifunzionalizzazione impianti di depurazione, ripascimento arenili dalla foce del Picentino ad Agropoli. Restano altri cinque interventi, il cui importo complessivo ammonta a 741 milioni di euro nei quali dovrebbe trovare “respiro” la Campania nel suo insieme. Di questi, tre sono rivolti all’apparato industriale, aereospaziale, automotive, energie alternative. Quello sull’aereospaziale “parla”, come è giusto che sia, alle preesistenze, imperniate innanzitutto sull’Alenia e diventa difficile immaginarne una collocazione diversa dell’area pomiglianese; il secondo, per l’automotive è un contratto di programma (ma non doveva esserci un nuovo bando generale?) che si può immaginare si relazioni ai programmi di Fabbrica Italia su Pomigliano essendo ancora nel “mare delle nebbie” il destino della FMA e della Iribus; il terzo, infine, sulle energie alternative si applica a “precondizioni” che, per il loro essere interventi su ricerche e tecnologie, non si vede come possa interessare l’Irpinia. Restano due interventi regionali, banda larga e rifunzionalizzazione impianti di depurazione, che, per una qualche quota possono toccare l’Irpinia (per il capoluogo il primo, mentre il secondo privilegia quasi solo il casertano). A stringere, resta solo il terzo lotto della Valle - Caudina Pianodardine, per 70 milioni di euro … Peccato che qui non vi sia nulla di nuovo: l’impegno era antico [vedesi il BURC (parte speciale) del 23.11.2007, pag. 298]. Il tutto diventa una vera e propria presa per i fondelli quando ci raccontano la favoletta che la Lioni Grotta (per la quale si cancella l’impegno della giunta Bassolino per 150milioni di euro alla faccia delle promesse di Vetrella) ed il 4° lotto della Valle Caudina - Pianodardine, sarebbero inserite nel piano CIPE “Infrastrutture strategiche”: chi vuole si legga la delibera Cipe sulle opere da avviare nel 2013 (decisione in data 18.11.2010)!!!. Malgrado gli sforzi del centro-destra al governo dell’Alto Calore, non vi è traccia di quello che poteva essere un importante grande progetto, il rifacimento delle reti idriche interne che hanno perdite scandalose … C’è bisogno di commenti? A noi pare di no. E’ patetico l’arrampicarsi sugli specchi di quanti non hanno il coraggio di separare le loro responsabilità da quelle di Caldoro e trarne le conseguenze. Questa Regione appare sempre più inutile e dannosa per la Campania, nemica delle zone interne e dell’Irpinia. Chi, come noi, intende dare voce alle domande angoscianti di certezze per l’economia per avere risposte al dramma sociale che viviamo, non può che prenderne atto, con la denunzia, con l’iniziativa politica assieme a tutti coloro che intendono starci, per rovesciare questo piano inclinato che ci condanna alla marginalizzazione ed alla di-sperazione. La delibera, infine, getta una luce sinistra sulla interpretazione delle scelte regionali sui rifiuti. La disponibilità a dare credito a letture rassicuranti sul significato delle scelte adottate vacilla e paurosamente alla luce della manipolazione del senso che hanno, per le prospettive delle aree interne, le scelte regionali sui grandi progetti. Le istituzioni locali, i partiti, i parlamentari nazionali e regionali, chi partecipa al governo regionale, hanno il dovere di sciogliere ambiguità, per essere credibili. Non si può recitare la parte dei masanielli in Irpinia ed essere sostegno consapevole di Tremonti e Caldoro. Non si rassicura l’Irpinia invitandoci alla moderazione e contemporaneamente votando provvedimenti che chiudono ogni prospettiva. Noi vogliamo riacquistare fiducia verso chi ci rappresenta, verso ciascuno di loro, a prescindere dai nostri convincimenti personali: ci aiutino a farlo con atti consequenziali".

Condividi