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Gli operai Irisbus scrivono ai sindacati: "Non ci abbandonate"

I lavoratori invitano i segretari nazionali a portare al tavolo del Governo la delicata vertenza

Sindaci in marcia per la Irisbus

(Sindaci in marcia per la Irisbus)
(Foto: Carmine Bellabona)

Accorato appello degli operai della Irisbus ai segretari nazionali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Così la lettera aperta scritta dai lavoratori dello stabilimento di Flumeri: "Il giorno 7 luglio 2011 gli operai Irisbus Iveco di Valle Ufita (AV), tramite un articolo di un quotidiano, vengono a conoscenza dell’intenzione di Fiat Iveco di attuare la cessione di questo ramo d’azienda ad una società magicamente sorta pochi giorni prima, la Itala s.p.a del Molise. Fiat adduce come motivo della cessione la crisi del mercato dell’autobus. Tutti sono a conoscenza che lo stabilimento di Valle Ufita è l’unico in Italia a produrre autobus. 681 operai sono così minacciati nelle loro condizioni materiali di lavoro, di vita e di prospettiva. In queste 40 lunghe giornate si è sviluppato un importante movimento a difesa dello stabilimento. Si è partiti con lo sciopero generale dell’intera area ed ogni giorno si sono sviluppate iniziative unitarie di lotta. Accanto ai lavoratori si sono schierati tutti i sindaci del comprensorio,l’alta guardia della Chiesa,singoli intellettuali e cittadini della nostra area. Adesso- anche in queste calde giornate di agosto- è in corso un presidio dinanzi ai cancelli per difendere l’attività produttiva qui presente. Insomma stiamo cercando di fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità. Ma abbiamo consapevolezza che la vertenza ha un carattere Nazionale e che rientra in modo più ampio nello smantellamento aziendale che il colosso Fiat sta portando avanti in Italia a dispetto di ogni regola e di ogni accordo con Confindustria e parti sociali. Sappiamo anche che il parco autobus Italiano è per il 75% obsoleto e non idoneo agli standard sull’inquinamento, tanto che l’Italia rischia (ma è quasi certezza) una sanzione di 1miliardo e 700 milioni dalla Comunità Europea. Ha un carattere nazionale perché incrocia, come già detto, le scelte strategiche della Fiat, il Governo Nazionale, il sistema delle autonomie (Regioni, Comuni, ecc.) Per queste ragioni ci rivolgiamo a loro. Sappiamo che sono in corso incontri e trattative con il Governo per la grave crisi finanziaria economica che il Pese intero attraversa. Ma la crisi dello stabilimento Fiat di Valle Ufita non è altro rispetto alla crisi più generale. Rappresenta la punta di un iceberg in una realtà territoriale- il Mezzogiorno e la Campania- già duramente messa in difficoltà. Vi chiediamo, pertanto di far vivere questa nostra situazione al tavolo che vi accingete ad aprire con il Governo Nazionale. Finanziare, con il concorso delle Regioni, un grande piano per l’ammodernamento del parco bus del Paese rappresenta non solo una misura congiunturale, ma esprime un’altra via per uscire dalla crisi complessiva del Paese. Investire, cioè, in modernità e in lavoro: questa ci sembra la strada maestra. Ci attendiamo molto dalla vostra iniziativa e cogliamo l’occasione per invitarvi dinanzi allo stabilimento Fiat Irisbus di Flumeri (AV) per valutare assieme l’andamento della vertenza".

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