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Intervista al sindaco Galasso: "Il rimpasto? Non lo escludo"

Il primo cittadino di Avellino elogia, comunque, l'operato della sua amministrazione

Galasso, nell'intervista esclusiva ad Irpiniareport, parla dell'attività di Palazzo di Città e della situazione che si registra all'interno del Pd

Giuseppe Galasso

(Giuseppe Galasso)
(Foto: irpiniareport)

Sindaco qual è la sua analisi sulla crisi che sta vivendo il Pd provinciale?
"Da tempo la politica sta attraversando una fase alquanto delicata che non risparmia il Partito Democratico. La definirei una fase di passaggio, di attesa, questa che sta caratterizzando anche il partito democratico provinciale. Un’attesa che non giova al partito che, a mio modesto parere, dovrebbe concentrarsi a portare avanti il progetto del PD, per affermarsi come forza riformatrice e propositiva. Ma per fare ciò, bisogna mettere da parte i personalismi e fare sintesi attorno a idee e proposte, quanto mai necessarie in questo momento, per rilanciare il Paese".

Una fibrillazione politica, Sindaco, che si fa sentire anche a Palazzo di Città dove, dopo le dimissione del capogruppo del Pd Stefano La Verde, si fanno sempre più insistenti le richieste di un rimpasto in Giunta. Venti di crisi anche a Piazza del Popolo?

"Nessuna crisi. Sono al mio secondo mandato e credo che sia normale che, ciclicamente, ci possa essere un avvicendamento in Giunta. Ciò non significa, però, che sono insoddisfatto dell’operato dell’attuale esecutivo. Anzi… Eventuali cambiamenti sarebbero conseguenti solo a finalità programmatiche".

Per restare in tema di cambiamenti negli enti locali, cosa ne pensa del Federalismo municipale?

"Credo che non apporterà alcun giovamento alle amministrazioni locali, in particolare quelle del Mezzogiorno, che si troveranno a dover fare i conti con notevoli tagli. Il federalismo non risolverà le problematiche dei territori".

A maggio si voterà in molti comuni irpini. Un importante banco di prova per il Pd e per il centrosinistra, che, per stare alla nostra realtà provinciale, si trova a dover fare i conti con l’Udc che continua a riscuotere successo tra gli amministratori. Un successo dovuto al carisma di De Mita o al fatto che il partito di Casini possa essere considerato il rifugio dei moderati?

"Pur non condividendo la fuoriuscita dal Pd, tre anni fa, di tanti amici, in quanto credo che qualsiasi divergenza possa essere superata con il dialogo e un civile confronto, devo dare atto a De Mita di essere riuscito ad aggregare tutti coloro che, provenendo da una certa cultura, si sono ritrovati su posizioni analoghe. Ma detto ciò, non faccio mistero delle mie perplessità sulla tenuta dell’alleanza tra Pdl e Udc in provincia di Avellino ed in Campania: sono troppe le distanze".

Sempre in tema di elezioni, molti ritengono che Lei possa essere il candidato giusto alle prossime politiche…

"Sono onorato di ciò. Ma io penso a fare il Sindaco di Avellino".

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