IRPINIAREPORT | quotidiano online di Avellino Capoluogo e dell'Irpinia
Redazione    Registrazione
Violenta rissa tra giovani, 8 denunce. Chiuso un bar
Fiamme a un bar nella notte, s'indaga. Si segue la pista dolosa
Nascondeva la droga negli slip per poi spacciarla, nei guai 20enne
Fanno esplodere lo sportello bancomat e danno fuoco all'auto
Va in ospedale per partorire e scopre di avere il Coronavirus
Padre e figlia azzannati da un pitbull, ricoverati in ospedale
Rapina al portavalori della Cosmopol a Valle, i dettagli di quanto accaduto
Scosse di terremoto tra Rocca San Felice e Sant'Angelo dei Lombardi
Perde il controllo dell'auto e si schianta, ferita 56enne
"Pater Familias", quando un ristorante è narrazione della storia

 

"La provincializzazione non si tocca e la Regione non punta al blitz"

Riunione dell'Udc sulla questione rifiuti

Il simbolo Udc

(Il simbolo Udc)
(Foto: Irpiniareport)

Riunione dell'Udc provinciale sul nodo-rifiuto. All'incontro, presso la sede di corso Vittorio Emanuele, erano presenti il vice presidente della giunta regionale della Campania, Giuseppe De Mita, il consigliere regionale Pietro Foglia, il vice presidente della giunta provinciale di Avellino, Vincenzo Sirignano, gli assessori provinciali di Avellino, Maurizio Petracca e Giuseppe Solimine, il capogruppo dell’Unione di Centro in consiglio provinciale, Carmine Casarella, e una rappresentanza degli amministratori. "E’ stata illustrata - si legge nella nota del coordinamento provinciale dell'Udc di Avellino - l'azione svolta in questi giorni che ha portato al risultato di affidare all’assessore regionale all’ambiente, Giovanni Romano, l’iniziativa di predisporre un testo che determini le condizioni perché si arrivi al ritiro del sub emendamento presentato dal consigliere Gennaro Salvatore. Un percorso condiviso dallo stesso Salvatore. Inoltre, è stato chiarito il passaggio relativo alla presa d'atto del Piano regionale per i rifiuti arrivato all'attenzione dell'esecutivo guidato da Caldoro nel corso della seduta di giunta dello scorso 28 marzo. Un atto dovuto per consentire alla Campania di presentare il piano alla Commissione Europea. E’ stato, inoltre, ribadito come la presa d'atto del piano rifiuti da parte della giunta regionale non comprometta l’organizzazione in ambiti territoriali. Il piano - la cui redazione è partita già a novembre su indirizzi arrivati dal consiglio regionale - individua modalità di gestione del ciclo integrato, incide sull'impiantistica, ma non sulla organizzazione territoriale del ciclo stesso. Nel corso dell'incontro, poi, ci si è soffermati sull'attività legislativa che si sta portando avanti in vista della presentazione del piano rifiuti in consiglio regionale. L'azione, come detto, è stata affidata all'assessore regionale all'ambiente, Romano. Ma, come affermato in una nota dello stesso assessore Romano al Governatore Caldoro e al presidente del consiglio regionale, Paolo Romano, la presentazione del testo avverrà non prima di un confronto allargato anche al tavolo interistituzionale, al quale siedono i presidenti delle Province campane, istituito presso la presidenza del consiglio regionale della Campania. Un modo per coinvolgere i territori che è stato sollecitato dal vice presidente De Mita Allo stato, dunque, si lavora non per riorganizzare gli ambiti territoriali, ma per individuare meccanismi virtuosi che consentano di accompagnare la chiusura del ciclo integrato dei rifiuti nella fase di transizione che la Campania sta vivendo attraverso la predisposizione di azioni di solidarietà istituzionale, una fase che, come ribadito dal presidente Caldoro, durerà non più di 24-36 mesi. Inoltre, si è fatto appello al buon senso di tutti. Si è ribadita la fase delicata che la Campania sta attraversando, ma si è anche evidenziato con forza come lo strumento per superarla non debba prevedere a tutti i costi la cancellazione dell’organizzazione in ambiti territoriali. Anzi, stravolgere l’organizzazione basata sugli ambiti territoriali porterebbe la Campania, come già accaduto in passato, a non avere vie d’uscita. Infine, si è formulato un invito a non prestare il fianco a polemiche pretestuose, sapendo riconoscere chi, dietro il riferimento a principi di interesse generale, in realtà non fa altro che provare ad affermare le posizioni più localistiche".

Condividi