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Rifiuti, Mitrione: "Siamo amareggiati come Sibilia"

L'associazione InLocoMotivi critica le scelte della Regione sui rifiuti

Rifiuti

(Rifiuti)
(Foto: Carmine Bellabona)

L’immagine di tristezza e di solitudine del presidente Cosimo Sibilia è la testimonianza di quanto accaduto in Consiglio Provinciale allorquando si è saputo dell’approvazione dell’emendamento “Salvatore” in Consiglio Regionale che destina di fatto in Irpinia i rifiuti napoletani. Un’amarezza, mista a rabbia, condivisa da tutti i presenti in aula perché il provvedimento è stato votato anche da parte di tre rappresentanti irpini. Noi dell’associazione inloco_motivi eravamo presenti nell’aula consiliare perchè al 35esimo posto dell’ordine del giorno del consiglio provinciale c’era il punto “determinazioni circa la soppressione della tratta ferroviaria Avellino-Rocchetta Sant’Antonio”. Dopo 4 mesi dalla “sospensione” del servizio ferroviario qualcuno finalmente poneva, finalmente, il problema dell’utilizzo della ferrovia nel luogo istituzionale deputato dopo le tante prese di posizione a favore del mantenimento della ferrovia venute da esponenti della società civile irpina. Questi “solenni” impegni non facevano pensare ad un così marginale interessamento, ma tant’è!! Ringraziamo chi ha proposto il tema in o.d.g. perchè se non fosse stato per lui avremmo cominciato a pensare all’Avellino-Rocchetta solo come un capitolo dei libri di storia provinciale, un posto di sicura rilevanza ma che pensiamo sia ancora troppo presto da assegnare. Per noi l’Avellino-Rocchetta rimane ancora non solo un baluardo di storia di popolo ma un elemento determinante nella visione presente e futura di una provincia che non vuole arrendersi ai progetti diabolici di una regione malgovernata che continua a destinarle il ruolo di sversatoio dei rifiuti regionali. Una provincia verde e sana, le potenzialità della quale non sono state ancora valorizzate pienamente, una provincia tra quelle regionali, ancora capace di potersi migliorare, una provincia che accanto ad eccellenze come le docg e le dop, possiede uno splendido patrimonio naturalistico ed un altrettanto meraviglioso patrimonio architettonico ed artistico, percorso da una strada ferrata che ne fa storia e paesaggio. Solo la miopia di persone che hanno perso l’abitudine alla speranza per il futuro non riesce a mettere a fuoco il potenziale che noi vediamo chiaro. Con queste assillanti idee nella mente abbiamo assistito al dibattito che si svolgeva nell’aula consiliare della Amministrazione Provinciale. Si sentiva nell’aria la tensione per le decisioni che si stavano prendendo a Napoli in materia di “munnezza”. Durante il dibattito abbiamo avuto l’opportunità di ascoltare una relazione dell’assessore al turismo sulla sua attività. L’assessore ha elencato luoghi e cifre di danaro stanziate per iniziative turistiche e culturali, una bella somma! Immediatamente l’immagine di questi paesi veniva violentata dalla paventata e poi concretizzatasi ipotesi di deprovincializzazione del ciclo della “munnezza”, in pratica nuova discarica nelle zone interne della Campania, leggasi: Formicoso. Nella sua esposizione l’assessore non ha concesso nemmeno un attimo alle iniziative attuate con il treno irpino del paesaggio, circa 3000 persone partecipanti agli itinerari proposti in 25 viaggi e 2400 richieste di viaggi alla scoperta dell’Irpinia in treno, purtroppo inevase, da parte di scolaresche. Una giusta valutazione, quella elaborata dell’assessore, in quanto le iniziative del treno irpino del paesaggio sono state effettuate solo con la passione di volontari e senza nessun contributo pubblico, come si dice: dalla base e quindi senza padrini o padroni. Aspettavamo fiduciosi che il Consiglio Provinciale di Avellino si pronunciasse sulla nostra storica ferrovia Avellino-Rocchetta invece la “munnezza”, sia materiale che politica, ha travolto contingentemente tutti e tutto lasciando in noi amici della linea ferroviaria Avellino-Rocchetta la stessa amarezza del Presidente Sibilia, della sua giunta e dell’intero Consiglio Provinciale. Una occasione persa come le tante che sta perdendo la nostra Irpinia. Valentina Corvigno/Pietro Mitrione InLoco_Mot

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