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Un irpino su cinque soffre di reflusso gastroesofageo

L'azienda ospedaliera "Moscati" organizza una seminario con esperti nazionali

Città ospedaliera

(Città ospedaliera)
(Foto: Carmine Bellabona)

Dieci gastroenterologi provenienti da altrettante regioni italiane si ritroveranno dal 14 al 16 aprile ad Avellino per il Primo Corso Residenziale sulle Metodiche di Studio della Motilità Gastrointestinale, organizzato dal dott. Gaetano Iaquinto, Direttore dell’Unità Operativa di Gastroenterologia dell’Azienda Ospedaliera “San Giuseppe Moscati”, e dal dott. Vittorio D’Onofrio, Responsabile della Struttura Semplice di Motilità Digestiva. «Solo in Irpinia il 22% degli adulti è affetto da reflusso gastroesofageo – afferma il dott. D’Onofrio -. La malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE) è caratterizzata da una aumentata frequenza degli episodi di reflusso gastrico in esofago, da una maggiore quantità e una prolungata permanenza in esofago del materiale refluito e da una ridotta capacità dei meccanismi di difesa. L’espressione clinica della malattia si può manifestare oltre che con sintomi tipici, anche con sintomi atipici tra cui: dolore retrosternale simil-anginoso, asma bronchiale, laringite cronica, tosse, apnea notturna, scialorrea, raucedine, otite media, lesioni dentarie». Nel primo Corso Residenziale sulle Metodiche di Studio della Motilità Gastrointestinale, che prenderà il via alle ore 9 di dopodomani presso l’aula conferenze della sede legale-amministrativa della Città Ospedaliera (Contrada Amoretta, palazzina Uffici “Costantino Mazzeo”, terzo piano) si discuterà di tutte le metodiche più sofisticate per la diagnosi ed il trattamento della malattia da reflusso gastroesofageo. I corsisti saranno assistiti da altrettanti tutors esperti nel settore e di fama nazionale. Ogni indagine sarà esplicitata con prove pratiche, dimostrazioni tecniche delle apparecchiature, analisi e lettura dei tracciati su computer, discussione interattiva.

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