IRPINIAREPORT | quotidiano online di Avellino Capoluogo e dell'Irpinia
Redazione    Registrazione
Beccati ad acquistare droga da un ciclista, nei guai due giovani avellinesi
Festa della Birra a Chiusano San Domenico, eccellenze gastronomiche irpine e buona musica
Avellino, furti di Suv in città. S'indaga
Auto sbanda e si ribalta, ferito un 42enne
Crisi Sidigas, Adoc e Federconsumatori: "Attenzione alle truffe"
Perde il controllo dell'auto e finisce nella scarpata, anziano in ospedale
Avellino, forava gli pneumatici e poi derubava gli automobilisti. Arrestato 30enne
Colto da malore, muore in uno stabilimento termale
Due giorni di festa ad Atripalda: Notte Bianca e artisti di strada in via Roma
Estorce denaro a due coniugi per l'acquisto di una casa messa all'asta

 

Catturato a Sant'Angelo dei L. il latitante Vincenzo Schiavone

Si trovava in una struttura sanitaria. Il blitz della polizia

Vincenzo Schiavone

(Vincenzo Schiavone)
(Foto: Questura Avellino)

Catturato il boss Vincenzo Schiavone. Gli agenti della squadra mobile di Avellino e del Commissariato di Sant'Angelo dei Lombardi, coordinati dallo Sco, hanno arrestato l'uomo, un 38enne, ritenuto il cassiere del clan dei Casalesi del boss "Sandokan". La brillante operazione è stata compiuta presso una nota struttura sanitaria di Sant'Angelo dei Lombardi, dov'era ricoverato. Vincenzo Schiavone era inserito nella lista dei cento latitanti più pericolosi. Era ricercato dal 2008. Deve rispondere di omicidio, associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione pluriaggravata, ricettazione, porto e detenzione illegale di armi da fuoco. Schiavone è ritenuto non soltanto un killer del gruppo, ma anche contabile ed organizzatore delle estorsioni per conto del clan. Nel 2008 riuscì a sfuggire alla cattura, ma la polizia sequestrò il suo computer nel quale era annotata l'intera contabilità del clan, compresi i nomi di tutti gli imprenditori e commercianti che venivano sottoposti a taglieggiamento. Vincenzo Schiavone è soprannominato "o copertone", per la sua abitudine di "firmare" gli omicidi, dando fuoco al cadavere della vittima, accanto al quale ammassa copertoni d'auto.

Condividi