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Sequestrate piante di cannabis coltivate tra i vigneti

Nuova brillante operazione delle Fiamme Gialle. Militari in azione a Paternopoli

Il sequestro di droga da parte della Gdf

(Il sequestro di droga da parte della Gdf)
(Foto: Irpiniareport)

Nel contesto di particolare intensificazione della presenza sul territorio nel periodo dell’anno in cui giungono a piena maturazione le piante di cannabis indica, l’impegno delle Fiamme Gialle di Avellino ha portato nel pomeriggio di ieri ad un altro importante risultato allorquando i militari hanno scoperto, tra pregiati vigneti di un agricoltore di Paternopoli, anche una piantagione di cannabis indica, il latisonante nome latino con il quale viene indicata la canapa indiana. Protagonisti dell’importante azione di servizio, denominata operazione GOLDFARM, sono stati questa volta gli uomini della Tenenza di Ariano Irpino che, dopo una paziente attività d’osservazione ed a seguito di appostamenti reiterati nel tempo, sono riusciti a cogliere in flagranza il soggetto che, fra vitigni pregiati, aveva messo a coltura anche numerose piante di cannabis indica in agro del comune di Partenopoli. Nel medesimo contesto d’azione che di recente aveva già portato le Fiamme Gialle al sequestro di alcune piantine di marijuana ad Atripalda (21 luglio) ed all’individuazione delle 57 piante di cannabis indica in Forino (4 agosto), gli uomini del sottotenente Domenico Pirrò già da una decina di giorni, dopo aver individuato la piccola coltivazione abilmente occultata tra vigneti ed alberi in agro del comune di Paternopoli, avevano dato corso ad un serie di servizi d’osservazione onde risalire ai responsabili dell’illecita attività. Nel corso dell’appostamento del tardo pomeriggio di ieri i finanzieri, guidati nella circostanza dal loro comandate in persona, sono riusciti a sorprendere il responsabile dell’illecita coltura nell’atto di innaffiare le piante. Trattavasi di un imprenditore agricolo (identificato per tale T.L., di anni 40) che, accompagnato da una donna (identificata per tale D.C.P., di anni 44) veniva sorpreso mentre si portava verso la piccola piantagione, composta da ben 34 piante dell’altezza di oltre un metro e mezzo ciascuna, munito di cesoie onde controllare stato e crescita delle piante (oramai di altezza superiore al metro e mezzo) e provvedere quindi alla loro cimatura. Le piante di cannabis indica, per un peso complessivo di 9,800 chilogrammi, sono state poste sotto sequestro ed il citato T.L. veniva seduta stante accompagnato presso la sua abitazione per l’effettuazione della prevista perquisizione domiciliare. Il controllo presso il domicilio dell’uomo, effettuato previo avviso alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ariano Irpino (dr.ssa Michela Palladino) portava alla scoperta ed sequestro di 922 semi di cannabis indica, pronti per essere interrati e di 765 grammi di marijuana, essiccata e già pronta per lo spaccio in undici distinte confezioni su cui il meticoloso coltivatore aveva annotato la differente tipologia per quanto atteneva la varietà, il principio attivo ed il trattamento (“nostrana”, “cime w”, “w ris”, “arg”, “bolz”, “bis J 47”). Nei confronti del responsabile scattava la pesante denuncia connessa alla coltivazione di sostanze stupefacenti mentre la donna veniva deferita a piede libero. Pur senza voler considerare il frutto della coltivazione dei semi sottoposti a sequestro, la merce sequestrata avrebbe fruttato all’agricoltore una fortuna: secondo il corrente prezzo di vendita al dettaglio la marijuana avrebbe potuto far incassare all’imprenditore oltre centocinquantamila euro (ogni chilogrammo della pregiata marijuana, infatti, può fruttare, a seconda del mercato di smercio, tra i 5.000 ed i 6.000 euro).

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