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Tolo Tolo, Checco Zalone cambia registro

La recensione di Luca Iozzoli

Checco Zalone

(Checco Zalone )
(Foto: Irpiniareport)

(di Luca Iozzoli) Chi aspettava Tolo Tolo come il film comico italiano dell’anno potrebbe rimanere deluso: il nuovo film campione d’incassi di Luca Medici, alias Checco Zalone, è un prodotto completamente differente dal Quo Vado di quattro anni fa. Un film che si può definire coraggioso e che non è per nulla collegato al trailer. La trama in breve Checco Zalone è un improbabile imprenditore di Spinazzola che, per fuggire dai debiti, ha lasciato l’Italia e si è rifugiato in Kenya. Lì inizierà una nuova vita come cameriere e s’innamorerà. Ma quando in quell’area ritornerà la guerra dovrà iniziare anche lui il viaggio che migliaia di migranti africani cercano di intraprendere ogni giorno diretti verso l’Europa. Un film coraggioso e un’occasione mancata Il film, nato da un’idea di Paolo Virzì, è un film duro e coraggioso che mostra tutte le difficoltà del viaggio attraverso l’Africa e il Mediterraneo. Una fotografia e una regia impeccabile permettono allo spettatore di ammirare gli splendidi panorami africani, così come consentono di fargli percepire tutte le difficoltà del viaggio e l’umanità di un popolo schiacciato da pesanti problemi. Il tema del film è ovviamente pesante, ma Checco Zalone riesce comunque ad alleggerirlo con ironia e umorismo (a volte anche black humor). Ma questo se da un lato consente al film di affrontare un tema così difficile, dall’altro gli impedisce di realizzarsi davvero. Così diventa un film troppo comico per potersi definire “impegnato” e troppo impegnato per potersi definire comico. E la trama non fa certo gridare al miracolo. È in ogni caso un Checco Zalone molto diverso da quello che siamo abituati a vedere. E se per alcuni è un capolavoro paragonabile ai migliori film di Alberto Sordi, per altri rimane solamente un tentativo di “uscire” dal personaggio. Peccato, per un film che poteva offrire molto di più.

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