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Le ricette di Elisa Panza-CARNEVALE: LASAGNE IMBOTTITE

La lasagna

(La lasagna)
(Foto: Irpiniareport)

CARNEVALE: LASAGNE IMBOTTITE Carnevale è si la festa dei bambini, ma è anche la festa delle trasgressioni pagane che sfocia inevitabilmente in un piatto esagerato, uno sberleffo alla fame, esorcizzandola a tal punto da dire basta per restare vivi, un piatto esagerato in cui entra tutto quello che uno vorrebbe mangiarsi nel corso dell’anno. La grande ABBUFFATA, dalla carne al formaggio passando per le uova, sensazioni che vanno dall’acido del pomodoro al dolce della ricotta, in buona sostanza tutto a disposizione nel piatto almeno una volta all’anno. Inalterabile squisitezza, resiste nella tradizione per la sua infinita bontà, considerata da tutti, grandi e piccini, come un piatto morbido e gustoso (dal latino Lagànum: floscio-molle) nonché forte identificazione manuale e personalissima interpretazione familiare nelle infinite rielaborazioni e varianti della ricetta. Immediata evocazione di festa e di opulenza, affonda le sue più antiche tracce in Campania al tempo di Marco Gavio Apicio, tuttavia il primo ricettario proveniente dalla Corte Angioina di Napoli che propone la più antica ricetta per la preparazione di una lasagna di cui si abbia notizia è dell’Anoimo Meridionale del 1238-39. Nel ragù delle lasagne di casa mia si usa esclusivamente il maiale “..e tarachelle” perché il Carnevale coincideva e infatti coincide con il tempo in cui nelle nostre campagne si uccide l’animale. La ricotta è quella morbida di Montella, le polpettine di carne mista rigorosamente fritte e la mozzarella non deve essere troppo acquosa perché rilascia eccessiva umidità al piatto, meglio una scamorza di produzione nostrana. Strati e strati di luculliana bontà, specchio di un percorso emotivo dove tutti gli elementi, pur nella loro identità, si combinano in una straordinaria armonia.

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