IRPINIAREPORT | quotidiano online di Avellino Capoluogo e dell'Irpinia
Redazione    Registrazione
Mercogliano, accoltella il marito durante una lite
Sorpresi con droga e siringhe in auto, nei guai 5 giovani
Torna ad Avellino l'appuntamento con la "Festa della Zeppola"
Falso corriere truffa un anziano di Monteforte sottraendogli 1550 euro
Fiamme al treno alla stazione ferroviaria di Altavilla Irpina. Paura per i passeggeri
Rally Città di Formia, exploit degli irpini Iannaccone-Di Iasi
Muratore 56enne ritrovato cadavere in un container
Avellino, schianto dinanzi alla chiesa di San Ciro. Un ferito
Avellino, è morta la dottoressa del 118 investita a piazza Kennedy
Droga sotto alla mangiatoia dei muli, in manette 38enne

 

Le ricette di Elisa Panza - PASQUA: La Pigna

Le ricette di Elisa Panza - La Pigna

(Le ricette di Elisa Panza - La Pigna)
(Foto: Irpiniareport)

(a cura di Elisa Panza) In Irpinia è consuetudine preparare particolari dolci casalinghi da consumare con parenti e amici nel giorno di Pasqua o nella classica scampagnata di pasquetta. I nostri dolci sono molti e sono tutti buonissimi e alcuni di essi sono a buon diritto diventati dolci tipici di Pasqua italiani.Replica Richard Mille Skull Watches La Pigna è appunto uno dei dolci pasquali per eccellenza, un lievitato a forma di ciambellone alto, delicatamente profumato e insaporito da una ghiaccia leggermente liquorosa. Il tutto decorato con confettini e zuccherini colorati. Un tempo dalle mie parti vi era la costumanza di consumare nel giorno di festa solo cibi benedetti dal parroco e in alcune zone l’acqua benedetta veniva a far parte degli ingredienti di molte ricette dolciarie. Quindi, una festa, la Pasqua, dall’alto valore simbolico, in cui la ritualità nella preparazione delle ricette fatte di gesti semplici, porta con sè l’onere e l’onore di un antico significato storico e religioso. Gli ingredienti sono latte, farina, uova, strutto, lievito e zucchero, il sapore è quello semplice di quelle belle colazioni che sanno di uova fresche e burro buono, che forse stiamo un po’ dimenticando. Mia nonna usava amalgamare l’impasto nei primi giorni della settimana santa, in modo tale da poter gustare il dolce il venerdì santo o la domenica di Pasqua. Le pigne le preparava di varie grandezze, per ogni membro della famiglia, la dimensione circolare cresceva con l’aumentare dell’età e per noi bambini era prevista “la signorina” con le braccia a forma di croce che contenevano un uovo, fatta dello stesso impasto, dal chiaro significato simbolico di rigenerazione della vita. Questo è uno di quei dolci fortemente radicato nella mia terra, con dosi e tempi di lievitazione estremamente lunghi che si imparano solo se ti vengono tramandati e solo se li vedi fare magari per vent’anni, questa ricetta è stata revisionata e corretta, resa più facile per i giorni nostri.

Fotogallery (2)

  • Le ricette di Elisa Panza - La Pigna
  • Le ricette di Elisa Panza - La Pigna

Condividi