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I finalisti italiani del Global Chef presentano i piatti che porteranno in Norvegia

Cuochi

(Cuochi)
(Foto: Maestri di cucina)

In vista del “Global Chef”, la competizione mondiale di cucina che si terrà agli inizi di luglio in Norvegia, organizzata dalla WACS (World Association of Chef Society), i due chef della Federazione Italiana Cuochi, Francesco Gotti e Giovanni Lorusso, il 17 giugno, presso la Saps a Lallio di Bergamo, presenteranno le loro esclusive preparazioni. La prova conclusiva dei due campioni della Nazionale Italiana Cuochi segna l’ultima tappa di avvicinamento al "Global Chef Challenge", che si terrà a Stravanger. Gotti e Lorusso saranno gli unici candidati finalisti dell’Europa del Sud. L’esibizione del 17 giugno, che si terrà, a porte aperte, in Saps, Cooking Lab Baldassare Agnelli, il centro ricerca e formazione in seno all'azienda di Lallio a Bergamo, sarà giudicata da un parterre di giornalisti ed esperti del settore. Francesco Gotti e Giovanni Lorusso presenteranno alla stampa e agli ospiti i menu ideati appositamente per questa competizione internazionale di cucina. Un lavoro durato mesi, che è stato seguito con passione e dedizione dai due coach Fabio Tacchella e Fernando Bassi. I piatti realizzati, chiaramente, sono il frutto della creatività del team italiano che per l’occasione ha usato anche prodotti e strumenti innovativi che danno ulteriore prestigio a questo Paese. A sostegno dei campioni italiani, Gotti e Lorusso, sono scesi in campo sponsor di grande prestigio quali: Olio del Garda Turri, Parmigiano-Reggiano Bonat, Riseria Ferron, Olio per frittura Gold Star, Vini Veronesi Monte Zovo, Base Protection (shoes), Pavoni (articoli per pasticceria), Pentole Agnelli, Attrezzature di cucina Tre Spade e Tecnologie Decorfood Italy.
I due chef dovranno condividere la stessa cucina e lavorare in contemporanea, con l’orologio bene in vista. “In Norvegia, ogni secondo sarà prezioso per noi - spiega Gotti. -Come concorrente senior, dovrò realizzare in sei ore e 45 minuti un menù di quattro portate per 12 persone. Una bella fatica! Per questo di solito, prima di una gara, come quella vittoriosa europea, mi alleno anche fisicamente con ginnastica e corsa”. In Norvegia, Gotti vestirà i panni dell’artista in cucina, poiché per i suoi piatti si è ispirato ai quadri di pittori famosi a cui ha carpito la tavolozza dei colori e le forme. Lo chef executive del Bobadilla di Dalmine di Bergamo, dopo sacrifici, nottate insonni passate al lavoro e tempo rubato agli affetti, si dice soddisfatto dei risultati: «Al Global Chef Challenge, come stuzzichino, che prevede ingredienti ovo-latto-vegetariani, porterò un nido, composto da un piccolo uovo di gallina americana, cotto in modo particolare, con aceto balsamico nel tuorlo, e accompagnato da un preparato croccante. Il mio piatto starter, a base di halibut, propone il pesce con due diverse cotture, fritto e affogato, e una salsa ad effetto cromatico. Invece per la terza portata, servirò il kobe come un’opera d’arte, creata con la carne in tre cotture, alcuni contorni e ingredienti, come riso giallo e foie gras. Per finire in bellezza, ho imitato il mio artista preferito, Kandinskij, con il dolce a cerchi e triangoli, fatto con cioccolato e té verde aromatico, richiesti dal regolamento, ma anche con mango e wasabi tritato e che, nella pastafrolla, racchiude temperature e consistenze diverse ed è frutto di 14 tipi di lavorazione”. Il prossimo 17 giugno, in Saps, i due campioni della Federazione Italiana Cuochi saranno a disposizione di giornalisti e ospiti del settore per illustrare il loro lavoro. Il concetto di “naturalezza”, coniugata con “selvatico” ma “raffinato”, verrà esposto da Lorusso, impegnato in Norvegia nell"Hans Bueschkens Giovani Chef Challenge". Come ci spiega il campione italiano “a complemento dello stile preciso e artistico di Gotti, il mio sarà quello della naturalezza. In tal senso, ho concepito le mie preparazioni, come il tuorlo marinato, reinventato a cupola con peperoni gialli e maionese bianca, all’albume. Per la portata principale, ho accostato un tortino di gorgonzola e Parmigiano-Reggiano con confettura di albicocche, senape e una piccola salsiccia di kobe. Quanto all’halibut, l’ho coperto con gamberoni rossi, insaporito con acqua profumata al limone giapponese e guarnito con un intingolo verde-smeraldo, ottenuto con bietole, spinaci, piselli e rucola”.
In gara, lo chef executive del ristorante “Le lampare del Fortino” di Trani potrà contare su appena tre ore per le sue portate in quattro porzioni. Ma Lorusso ha un asso nella manica che si giocherà a Stravanger: “si tratta dell”acqua di mare”, ricavata da una Riserva dell’Adriatico pugliese, purissima in quanto microfiltrata e sterilizzata, che utilizzerò in sostituzione del sale. Ma un altro punto forte è il dessert in forma di zuppa, con mojito, mango e cioccolato fondente, brinata con amaretti e cocco e rifinita con gelatina, tè alla pesca e mezza pesca-baby, sciroppata con vino e amaretto. Comunque vada sono soddisfatto di questa esperienza che mi ha fatto comprendere come non bisogna mai essere tropo sicuri di sé”.

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