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Enti e gestione servizi, Todisco contro De Blasio: "Solo un caporale di giornata"

Torna la guerra nel Pd

Francesco Todisco

(Francesco Todisco)
(Foto: Irpiniareport)

Todisco contro De Blasio. Il rappresentante del coordinamento irpino di "Un senso alla nostra storia del Pd" all'attacco del segretario provinciale del Partito democratico. Scrive Francesco Todisco in una nota: "Il Segretario Provinciale del PD, dando ulteriore prova del suo essere, come sempre, solo un “caporale di giornata”, ha scelto la riunione del gruppo consiliare di città per esprimere la sua concezione da caserma della vita interna di un partito politico. Su alleanze politiche e scelte di contenuto siano in Irpinia ed in Campania ad un punto di snodo di grande delicatezza politica. Qui da noi si sta decidendo su strumenti decisivi per la vita di ogni giorno della gente comune, la sua salute, la sua tasca, la possibilità di ricevere sostegno e aiuto da parte delle istituzioni come sulla possibilità di giocare un ruolo positivo sul destino economico di questo territorio, senza che gli organismi dirigenti, quelli che lo statuto del PD indica come tali e non quelli che De Blasio, ad uso e consumo delle sue piccolezze intenderebbe imporre, siano investiti della possibilità di confronto vero, di decisioni democratiche. Chi, dove e quando ha deciso che il PD abbandonasse la linea dell’alternanza tra centro-destra e centro-sinistra per dare vita ad una indistinta ammucchiata con UDC, Forza Italia e NCD? Chi, dove e quando ha deciso che si potesse dare vita in enti essenziali ad una comune corresponsabilità con tali forze, senza porvi alla base un documento programmatico che indicasse con chiarezza le opzioni su cui tale accordo veniva sancito? Chi, dove e quando sulla questione dei rifiuti ha deciso l’abbandono della linea della unicità del gestore ed unitarietà del ciclo dei rifiuti affidato ad una società interamente pubblica, aprendo un kafkiano dibattito che mostra in trasparenza solo un possibile scandaloso baratto tra la possibilità di nuove assunzioni (forse attraverso anche meccanismi come quelli delle cooperative sociali) da parte dei Comuni e l’ingresso dei privati nella gestione della parte “appetibile” della gestione? Chi, dove e quando ha aperto una discussione sui problemi della utilizzazione dei suoli industriali in testa all’Asi, alla riqualificazione delle aree industriali esistenti, al risanamento delle sue società di gestione come base per l’assunzione da parte del PD di una corresponsabilità nella gestione di un ente la cui utilità complessiva (a parte le generose indennità che riconosce a chi l’amministra), è, allo stato dell’arte, abbastanza discutibile? Chi, dove e quando ha impegnato il PD a riflettere sulla condizione di crisi di strutture come PdZ sociali e Comunità montane e sulle strategie per il loro rilancio nell’interesse dell’utenza e del territorio e non solo come occasioni per nuove “convenzioni” con questa o quella “cooperativa sociale”? Rifiuti, politica industriale, assistenza, difesa dal rischio idro-geologico sono terreni sui quali in questi anni di governo Caldoro netta sarebbe dovuta essere la distinzione tra il PD e le scelte portate avanti dalla Regione. Il PD irpino ha elevato alti lai contro la politica dei tagli indiscriminati che ci hanno colpito in tali ambiti. A prescindere dalla considerazione se il PD ed i suoi consiglieri regionali siano o meno stati capaci di proporre soluzioni alternative, ci siano presentati all’opinione pubblica come oppositori netti, sino all’incatenamento, contro tali scelte. E allora c’è da chiedersi quale illuminazione sulla strada di Damasco ci porti oggi a condividere, con rappresentanti di Caldoro in Irpinia il peso di tali operazioni, di fatto implicitamente diventandone corresponsabili allo stesso modo di chi, rappresentando l’Irpinia a Napoli, in giunta e fuori della giunta di Stafano Caldoro, tali operazioni ha avallato. La verità, purtroppo, è banale e disarmante. De Blasio non governa i processi politici. Ciò che gli interessa è solo il suo personale destino, immediato e futuro, e si barcamena. Ogni suo atto mostra come sia unicamente assillato dalla esigenza di tenere in piedi la “strana alleanza” che lo ha fatto segretario. Tirato per la giacca da coloro che hanno l’esigenza di mettere a frutto per le regionali imminenti una macchina clientelare efficiente, altra strada non ha che tentare di elargire mance: un posticino di qua, un posticino di là, a sgombrare il campo da competitors o ad alimentare l’illusione di una nuova stagione di vacche grasse. Dopo i disastri che su tali basi ha determinato nel turno elettorale comunale recente e nel passaggio elettorale della Provincia, non vorremmo che venendosi a trovare (come noi ci auguriamo) di fronte ad uno scenario di alleanze regionali del tutto diverso da quello che il segretario ed i suoi amici auspicano, i suoi comportamenti attuali portino il PD irpino ancora una volta in brache di tela, perché in una imbarazzante alleanza proprio con coloro per sbaraccare i quali dovremmo andare a chiedere il voto sulla base di una idea di Campania e di Irpinia diversa ed alternativa alla loro".

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