IRPINIAREPORT | quotidiano online di Avellino Capoluogo e dell'Irpinia
Redazione    Registrazione
Picchia la figlia con un bastone, arrestato padre violento
Rinvenuto cadavere in un appartamento, s'indaga
Schianto tra autobus e compattatore, paura per 10 bambini
Avellino, incidente in via Due Principati: auto sbanda e finisce nella scarpata. Ferita una ragazza
La Sala Consiliare di Palazzo Caracciolo intitolata a Pietro Foglia. Biancardi: “Mercoledì la cerimonia a un anno dalla dipartita”
Risorse idriche, il presidente Picariello (Odaf): "Ottimizzare la gestione per aumentare il contenuto di sostanza organica nei suoli"
Bloccati sull'A16 a bordo di un furgone con attrezzi da scasso e denaro contante
Atripalda, ruba prodotti nel supermercato. Denunciato dipendente
Operai in nero in un cantiere, nei guai un imprenditore edile
Monteforte Irpino, sorpresi a tagliare faggi in area protetta. Denunciati

 

Interrogazione parlamentare sull'Agenzia delle Entrate di Avellino

Il senatore Barbaro

(Il senatore Barbaro )
(Foto: Irpiniareport )

L'Agenzia delle Entrate di Avellino è al centro di una interrogazione diretta al Ministro delle Finanze e dell’Economia dal senatore della Lega Claudio Barbaro (eletto nel collegio plurinominale Campania 1 – Avellino, Benevento, Caserta). Sotto interrogazione, come si legge nel testo presentato, la «prassi troppo frequente dell’Agenzia delle entrate di Avellino nella produzione di accertamenti basati esclusivamente su congetture o “presunzioni”», una prassi che «risulta assolutamente vessatoria allorquando, solo sulla semplice base di tali “presunzioni”, si addiviene ad un contenzioso in cui la produzione documentale dell’Agenzia delle Entrate risulta caratterizzata, incredibilmente, dalla frequenza allarmante di locuzioni generiche e di opinione, come “sembra strano”, “sembrerebbe”, “potrebbe”, “è immaginabile”, “verosimilmente” e così via». L’interrogazione, si legge nel testo, si è resa necessaria poiché «tale atteggiamento, oltre che scoraggiante rispetto al contribuente, il quale percepisce che la pubblica amministrazione lo ritenga sempre, e per definizione, di sicuro colpevole di qualche reato fiscale, rischia di appesantire oltremodo il gravame processuale e burocratico, tanto da rappresentare l’Agenzia come una vera e propria “nemica” dell’impresa e del cittadino». In attesa della risposta del ministro Giovanni Tria, il sen. Barbaro suggerisce nell’interrogazione «una circolare dell’Agenzia delle entrate, nell’interesse e a garanzia dei diritti del contribuente, che limiti i comportamenti fondati su opinioni e preconcetti delle articolazioni territoriali della medesima, nonché delle commissioni tributarie».

Condividi