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Sulla riforma della giustizia De Luca critica il Governo

enzo de luca

(enzo de luca)
(Foto: irpiniareport)

“Che senso ha approvare una legge che non ha alcuna copertura finanziaria e entrerà in vigore il primo gennaio 2014?”. Così Enzo De Luca sull’ultimo atto del Senato che ieri ha approvato il disegno di legge n. 2668 – già approvato dalla Camera dei Deputati e rinviato in Commissione - relativo alle modifiche al codice di procedura penale per quanto concerne la tutela rapporto detenute madri e figli minori. Il senatore del Partito Democratico ha firmato numerosi emendamenti “per migliorare il testo di legge, ma come al solito – spiega – la maggioranza prima chiede il contributo dell’opposizione e poi non ne tiene conto. Le nostre proposte sono state respinte, eppure noi individuavamo anche la copertura finanziaria. Alla fine, visto l’atteggiamento di maggioranza e Governo non ci è restata altra scelta che astenerci. L’unica nota positiva è che l’età dei bambini che possono restare con le madri è stata elevata da tre a sei anni. Ma dovevano essere recepite altre modifiche fondamentali per tutelare il diritto all’infanzia dei minori figli di donne detenute, che dovrebbero vivere in case famiglia protette e dovrebbero essere seguiti da personale specializzato, formato appositamente. E invece si trovano costretti in spazi angusti e affidati alle sole cure di associazioni onlus, che svolgono un lavoro egregio, ma ovviamente volontaristico. Le risorse servono anche ad attivare la formazione di figure professionali specifiche che affianchino le detenute con figli minori, spesso ragazze madri e non italiane. Si potrebbe pensare anche di attivare una collaborazione con gli Enti locali. Ma occorre una programmazione seria e una ferma volontà politica. E invece ho l’impressione che la maggioranza abbia approvato questo ddl, che entra in vigore tra tre anni, solo per dare l’impressione di lavorare. La situazione delle carceri italiane è drammatica: a fronte di un numero massimo di 45.000 detenuti, nei nostri penitenziari ce ne sono 70.000. Stante così le cose, tutelare i minori figli di detenute nel miglior modo possibile deve diventare una priorità assoluta del legislatore. Una certa politica tende a non occuparsi delle questioni che non si vedono. Ma questi bambini e le loro madri esistono anche se rinchiusi dietro le sbarre di un carcere. Sono a Milano come a Napoli e ad Avellino. E’ una questione che ci interroga da vicino, sul grado di civiltà del Paese. Grazia Deledda si chiedeva: “E’ possibile vivere senza far male a degli innocenti? Ecco - conclude De Luca - dovremmo cercare di rispondere compiutamente a questa domanda. Ma seriamente, con responsabilità, senza propagande inutili e dannose”.

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