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Grande successo per la prima edizione della "Randonnèe Terre Irpine"

Randonnèe Terre Irpine - prima edizione

(Randonnèe Terre Irpine - prima edizione)
(Foto: Irpiniareport)

Ha sorpreso tutti (e i social ne sono la testimonianza) la prima edizione della "Randonnèe Terre Irpine", new entry nel circuito nazionale delle Randonnèe ARI, nonché prova valida per il "Rando Tour Campania" e "Rando Tour Magna Grecia". Come in passato già rappresentato, le Randonnèe costituiscono manifestazioni non competitive, da portare a termine entro un certo lasso di tempo, passando in punti di controllo obbligati, dove si timbra una carta di viaggio. Il percorso minimo è 200 km, come nel caso della nostra "Terre Irpine", dove però le numerose salite (oltre 3.500 metri di dislivello positivo) ed il caldo hanno reso la prova assai ardua. Abbinata alla Randonnèe, c’è stata la possibilità di partecipare anche alla cicloturistica di 110 km, ritagliata dal percorso lungo. Si è partiti da Atripalda, sede del Circolo Amatori della Bici, per poi arrivare nella villa comunale di Montefusco, dove è stato posto il primo ristoro e punto di controllo. Da lì sino a Frigento (secondo punto di controllo), dove il panorama di via Limiti ha lasciato senza fiato i numerosi atleti provenienti da fuori provincia e fuori regione. La sosta successiva è stata prevista nella piazza di Rocca San Felice, all’ombra del tiglio secolare che la domina. Un vero e proprio banchetto ha dato il benvenuto ai ciclisti che, sbalorditi, hanno preso d’assalto e dimostrato ampio gradimento per i formaggi, frutta, carne alla brace preparata al momento e l’immancabile vino locale (Feudi di San Gregorio), il tutto magistralmente orchestrato da Angelo Nudo, dell'azienda Carmasciando srl. Coloro i quali hanno scelto il percorso corto, da lì sono partiti alla volta di Ponteromito, per l’ultimo timbro prima di quello finale di Atripalda. Chi invece ha sfidato l’afa e la propria resistenza, ha proseguito per la diga di Conza, per poi girare verso Andretta, Bisaccia ed infine Calitri, per un ulteriore ristoro e controllo. Da qui verso Ponteromito, per ricongiungersi col percorso della cicloturistica, affrontando l’ultima salita della giornata, sino a Castelvetere. Da lì una lunga discesa che ha riportato tutti ad Atripalda, dove ad attenderli c’è stata una doccia rigenerante ed un lauto pranzo, accompagnato da frutta fresca ed ancora buon vino irpino. Stanchi ma felici, i circa 100 atleti si sono poi messi in macchina per tornare a casa, con ancora negli occhi e nel cuore i magnifici paesaggi nostrani. A questo punto, come sintesi di questa premiante esperienza, vale la pena di citare qualche numero ed in particolare come il cicloturismo stia divenendo sempre più una realtà su cui varrebbe la pena investire: si calcola che tutto l’indotto valga circa 7 miliardi di euro annui, più dell’export dei vini italiani. La nostra Irpinia ben si presta a questa forma di “turismo lento”, per il verde, i panorami, le strade poco trafficate e, non per ultimo, per lo spirito di accoglienza della gente. Più d’uno, nella manifestazione in questione, sono stati anche i ristori improvvisati (oltre quello organizzato di Calitri) , come quello di Fontanarosa, sponsorizzati da associazioni locali. A Taurasi, un artigiano (a cui va la ns. riconoscenza), ha offerto assistenza meccanica gratuita a qualche sfortunato ciclista in difficoltà. All’arrivo sono fioccati i complimenti per i membri del "Circolo Amatori della Bici" e sui social media non si sono risparmiati i riconoscimenti e le visualizzazioni sia in merito a quanto offerto dagli organizzatori sia sull’ospitalità dei singoli paesi, nonché sull’amenità dei luoghi. Questa è l’Irpinia che ci piacerebbe poter sempre propagandare e far conoscere al di fuori dei ns. confini . Questa è l'Irpinia che ci piace.

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