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Lupi esclusi dalla B, la nota ufficiale della società

Logo US Avellino 1912

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(Foto: Irpiniareport)

L’U.S. Avellino prende atto con grande rammarico e senso di profonda ingiustizia l’esito del giudizio monocratico davanti al presidente del Tar Lazio che ha confermato l’esclusione dal campionato di serie B, ritenendo di aver sostanzialmente ottemperato, in perfetta buona fede, alle prescrizioni federali con la sottoscrizione di ben 3 polizze fideiussorie, tutte valide ed efficaci, riservandosi per il prosieguo ogni ulteriore azione esperibile per tutelare il buon nome della società, dei suoi dipendenti, dei calciatori e di una tradizione sportiva ultracentenaria della città e della provincia di Avellino che non meritano di scomparire dal calcio professionistico per presunti vizi formali. In particolar modo, il presidente dell’U.S. Avellino, prof. Walter Taccone, appresa la decisione del Tar Lazio, resta sconvolto per il suo tenore, avendo con enormi sacrifici economici provveduto ad adempiere a tutte le prescrizioni richieste per il rilascio della licenza nazionale. L’esborso di circa 4 milioni di euro, resosi necessario per ripianare il rapporto P.A., il pagamento degli stipendi, la sottoscrizione di ben tre fideiussioni per euro 800 mila non sono serviti, incredibilmente, allo scopo, ma dimostrano tutto l’impegno e l’amore con cui il socio di riferimento ha operato per il bene dell’U.S. Avellino, della città e della provincia. Vi è, inoltre, grande rammarico per il fatto che gli organi competenti, pur sapendo dal giorno 6 luglio 2018 della problematica relativa alla prima polizza fideiussoria, non hanno ritenuto di allertare l’U.S. Avellino, contestando la insussistenza dei requisiti solo nella tarda serata di giovedì 12 luglio, ponendola così nella condizione di dover stipulare una polizza sostitutiva in sole due mezze giornate. Tali comportamenti risultano incomprensibili e di essi si chiederà ragione in ogni opportuna sede. In conclusione, il presidente Taccone intende dimostrare la propria vicinanza al dolore della città, della provincia e di tutti quanti hanno a cuore l’Avellino, in qualità prima di tifoso e poi di presidente, restando sempre a disposizione del calcio ad Avellino e vicino a chi vorrà rappresentare il nuovo titolo sportivo, proprio come avvenuto 9 anni fa.

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