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Montevergine, è morto l'Abate Emerito Tarcisio Nazzaro. Era nato 85 anni fa ad Aiello del Sabato

L'Abate Tarcisio Nazzaro

(L'Abate Tarcisio Nazzaro)
(Foto: Irpiniareport)

E' venuto a mancare l'Abate Emerito di Montevergine padre Tarcisio Nazzaro. Tarcisio Giovanni Nazzaro è stato il 104° Abate Ordinario di Montevergine. Succeduto a Francesco Pio Tamburrino, ha retto l’Abbazia Territoriale di Montevergine dal 1998 al 2005. Nato ad Aiello del Sabato il 2 gennaio 1933, a soli 12 anni fu affidato alla comunità monastica di Montevergine. La sua formazione umana, cristiana e religiosa fu guidata e diretta dall’Abate Tommaso Gubitosa, allora prefetto dell’alunnato monastico di Montevergine. Dopo le scuole ginnasiali nel 1948, iniziò l’anno canonico di noviziato e la sua formazione fu affidata al Padre maestro D. Lucio Maria De Marino. Il 27 novembre dell’anno seguente emise la professione temporanea nelle mani dell’Abate Giuseppe Ramiro Marcone e nel 1955 si consacrò al Signore nella professione solenne con l’Abate Ludovico Anselmo Tranfaglia. Dopo gli studi liceali fatti a Montevergine, Subiaco e a San Giovanni Evangelista in Parma, iniziò gli studi teologici al Pontificio Ateneo di S. Anselmo in Roma e li terminò nell’Abbazia di Praglia. Il 12 agosto 1956 fu ordinato presbitero dal vescovo di Avellino Mons. Gioacchino Pedicini. Dopo l’ordinazione presbiterale fu a servizio della Comunità e del Santuario di Montevergine. Fu incaricato dell’insegnamento dell’italiano e del latino nelle scuole interne. Fu nominato viceprefetto dell’alunnato monastico e, in seguito, pro-rettore del seminario diocesano. Dal 1965 al 1967 venne inviato nel santuario di Tagliavia (PA) per avviarvi un’esperienza di vita benedettina. Dan 1967 al 1970 fu economo a Loreto di Montevergine. Dal 1970 al 1975 prestò servizio nel santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano. Dopo un anno a Montevergine tornò ancora a Monte S. Angelo e vi rimase fino al dicembre 1991. L’Abate Tamburrino gli affidò l’incarico di Maestro dei novizi ed in seguito anche quello di cellerario ed iconiere. Il 7 aprile del 1998, a seguito della nomina di Francesco Pio Tamburino a vescovo di Teggiano Policastro, il Capitolo Conventuale della Comunità Monastica, il 7 aprile 1998, lo designò quale proprio Abate e San Giovanni Paolo II, il 24 giugno 1998 lo nominò Abate Ordinario di Montevergine. Durante il suo abbaziato si compirono alcuni lavori al santuario in occasione del Grande Giubileo del 2000, in particolare con la realizzazione della Cappella delle Confessioni e la ristrutturazione del Museo. Guidò Montevergine fino al 15 maggio 2005 quando, con il decreto Montisvirginis venerabilis Abbatia, emanato dalla Congregazione per i Vescovi, le nove parrocchie di Mercogliano, Ospedaletto d’Alpinolo, Summonte e S. Angelo a Scala, passarono alla diocesi di Avellino. Negli anni che seguirono, continuò, all’interno dell’abbazia del Loreto, la vita da monaco, incarnando scrupolosamente i dettami di San Benedetto, attraverso il silenzio, la preghiera ed il lavoro, continuando ad essere esempio vivente di vita regolare sia per i confratelli che per i novizi. “ Convinto che ogni forma di servizio nasce e dipende dalla capacità di amare, mi ripeto con insistenza che ogni ministero, nella Chiesa, è possibile a condizione che sia anche ministero di sofferenza e di crocifissione, come lo è stato per Cristo”. Con queste parole, pronunciate nel suo discorso di insediamento, il P. Abate Tarcisio ha inteso vivere la sua vita di monaco ed Abate al servizio di Cristo e della Chiesa in pieno spirito evangelico.

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