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Gli agronomi irpini protagonisti a Matera al XVII Congresso Nazionale

Il Consiglio di amministrazione dell'ordine dei Dottori Agronomi e Forestali

(Il Consiglio di amministrazione dell'ordine dei Dottori Agronomi e Forestali)
(Foto: Irpiniareport)

Gli agronomi irpini protagonisti a Matera al XVII Congresso Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali dal titolo: "#Agrofor2030 – The Global Goals” - Paradigmi ed evoluzione di una professione in uno scenario di sviluppo sostenibile. L’evento si svolgerà nei giorni 7, 8 e 9 novembre 2019. L’Ordine dei Dottori Agronomi e dottori Forestali della Provincia di Avellino ha prodotto un lavoro sull’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030 finalizzato all’avvicinamento e alla sensibilizzazione delle tematiche che verranno discusse nell’ambito delle diverse tesi congressuali. Il lavoro riassume le due giornate di Studi sviluppate in due convegni che hanno focalizzato l’attenzione sulle problematiche peculiari ai territori delle Aree Interne della Provincia di Avellino, promuovendo per esse, le linee di sviluppo dell’Agenda 2030 e, segnatamente, da quelle contenute nell’Obiettivo 11: Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili. Il presidente dell’Ordine degli agronomi Ciro Picariello che ha spiegato in sintesi i due convegni del 2018 e 2019 sulla sostenibilità. Nel Convegno del maggio 2019, nella sessione mattutina sono state affrontate le tematiche della dimensione territoriale nell’approccio Life Cycle alla sostenibilità ed, a seguire quelli del potenziamento delle infrastrutture e delle costruzioni con criteri di sostenibilità, definendo anche nuovi paradigmi per l’offerta turistica, incentrata sul “turismo lento”, rispettoso dell’ambiente, delle tradizioni e del mantenimento dei piccoli borghi. Si è passati all’analisi delle filiere sostenibili dell’agroalimentare, dei Bio-distretti ed alle tecniche in grado di incrementare la competitività delle produzioni locali nei confronti del sistema attualmente vigente, incentrato invece su modelli produttivi che depauperano le risorse naturali, prima fra tutte la risorsa “suolo”. Nella sessione pomeridiana, si sono affrontate problematiche relative alla Rigenerazione Urbana, ed ai sistemi produttivi, con la proposta di una necessaria certificazione degli stessi; della Bio-edilizia, con l’uso di tecnologie innovative che facciano largo uso di materie prime naturali e sostenibili, prima fra tutte della canapa, giungendo anche alla presentazione di sistemi ecosostenibili per la depurazione delle acque nere in agricoltura. Non è mancata l’attenzione sul mantenimento degli equilibri naturali volti alla conservazione della biodiversità nell’ambiente naturale, con una dissertazione sulle principali problematiche relative alla fauna selvatica. L’urbanizzazione globale è uno degli sviluppi più significativi del 21 ° secolo. Più della metà della popolazione mondiale vive in città, una percentuale che si prevede di aumentare al 70% entro il 2050. Sono le città a guidare le economie locali e nazionali, come centri di prosperità dove si concentra oltre l’80% delle attività economiche globali. L’Urbanizzazione pone anche grandi sfide. Le città hanno un enorme impatto ambientale. Occupano solo il tre per cento della superficie del mondo, ma sono responsabili per tre quarti del consumo di risorse globale e il 75% delle emissioni globali. L’obiettivo 11 mira a ridurre gli effetti negativi dell'impatto ambientale delle città, in particolare in termini di qualità dell'aria e gestione dei rifiuti. Essa richiede forme più inclusive e sostenibili di urbanizzazione, basate in particolare su un approccio partecipativo, integrato e sostenibile alla pianificazione urbana. Inoltre, esso mira a garantire l'accesso universale a spazi verdi e pubblici sicuri e inclusivi, soprattutto per le donne ei bambini, gli anziani e le persone con disabilità, e di fornire l'accesso ai sistemi di trasporto sicuri e convenienti.

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