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I cani e il sentimento chiamato (da noi) gelosia

2022-01-30 22:33

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Selvaggio e Libero, cani, gelosia, Bastos,

I cani e il sentimento chiamato (da noi) gelosia

Il rapporto con i nostri amici a quattro zampe

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(di Flavia Balestra)

Il vostro cane vi fa "scenate di gelosia" quando accarezzate un altro cane o un altro animale? Abbaia? Vi annusa gli abiti con fare indagatorio quando tornate dal "contatto" con un altro animale?    E' un atteggiamento assolutamente normale. Molto probabilmente, infatti, i cani possiedono la capacità di immaginare una situazione che li fa sentire gelosi di un potenziale rivale. Attenzione: abbiamo detto "immaginare", perchè il cammino scientifico per avere certezze in tal senso è ancora lungo.

Recenti studi sono certamente di aiuto, come quelli nati proprio sui quesiti della maggior parte dei proprietari. Non potendo direttamente dialogare con gli animali e (non dovendo) attribuirgli emozioni e sentimenti che provengono dal nostro pensiero, le ricerche sono utili per comprendere cosa potrebbe effettivamente succedere nella mente di un cane quando vede, o non vede, qualcosa di cui potrebbe esser geloso.

Lo studio a cui ci riferiamo è quello della psicologa Amalia Bastos, dell'Università di Auckland in Nuova Zelanda: è proprio il confronto con quanto accade nella specie umana, che ha a che fare quotidianamente con la gelosia, ad aver spinto all'indagine sulla specie animale, particolarmente il cane. Innanzitutto, la gelosia ha a che fare con la “consapevolezza di sé”. Ed allora, anche i cani sono in grado di essere consapevoli di sé stessi?

Gli studiosi hanno preso in esame 18 cani sottoposti ad esercizi: guardavano i loro proprietari seduti vicino ad un finto cane, molto realistico (potenziale rivale affettivo) oppure vicino un cilindro di pile (nessuna rivalità affettiva possibile). Dopo di ciò è stata inserita una barriera visiva che copriva il finto animale ma non i proprietari e i loro movimenti: nel frattempo le carezze continuavano, così come le parole rivolte al finto cane non più visibile agli animali interessati all'esperimento.  Questo processo, poi, è stato ripetuto con il cilindro di pile senza la barriera visiva, mentre il finto cane si trovava a un metro e mezzo dal proprietario e alla vista del cane esaminato.

Tramite un misuratore di forza si è visto che i cani tiravano il guinzaglio con meno vigore quando il proprietario si approcciava al cilindro di pile rispetto al finto cane.  Si sono, in definitiva, notati tre atteggiamenti simili al comportamento geloso umano: il primo solo quando veniva percepito dal cane il suo potenziale rivale, il secondo con le interazioni del proprietario non visibili dal cane e il terzo quando il fantoccio è stato immaginato lì presente nella prima "scena" o era davvero presente anche quando gli umani proprietari stavano approcciandosi al cilindro. Gli studiosi affermano che il comportamento da ricondurre alla gelosia si sia verificato come conseguenza diretta dell'interazione e non soltanto per la presenza dell'altro cane.

Come concludiamo? Secondo Bastos i proprietari non hanno torto a parlare di gelosia del proprio cane. Questi studi forniscono la prima vera prova che questi animali sono capaci di immaginare (pur sempre solo immaginare) interazioni sociali che suscitano questo sentimento. Ovviamente non possiamo concludere chiarendo del tutto ciò che he pensano o sentono realmente i nostri compagni di vita, ma può aiutarci certamente a comprenderli meglio. Occorrono in definitiva altri studi per “confermare” se i cani provino sentimenti come gli esseri umani e poter stabilire, con maggiore precisione, le affinità con la nostra mente.

 

RIFERIMENTI LETTERARI:

-          Dogs Mentally Represent Jealousy-Inducing Social Interactions (di Amalia PM Bastos et al, 2021)

 

 

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"Selvaggio e Libero” è una rubrica che riguarda il mondo animale, sconfinato ed estremo, potente e brutale ma anche tenero. È un’occasione per scoprire in ottica scientifica tante curiosità che riguardano la sfera faunistica tanto lontana quanto vicina a quella umana.
Per poter comprendere al meglio gli animali occorre allontanarsi dal concetto antropomorfico (l'attribuzione di caratteristiche e qualità umane) al quale spesso erroneamente tendiamo, soprattutto nei confronti di altri esseri viventi.

INFO AUTRICE: Dottoressa Flavia Balestra, classe 1998, laureata in Produzioni Animali all’Università di Bologna e attualmente specializzanda in Etologia. Da sempre appassionata e curiosa del mondo animale e naturalistico, psicologico e letterario. Da 10 anni volontaria animalista in canili e centri di recupero.
Contatti: flavia.balestra@libero.it

 

Direttore responsabile Katiuscia Guarino
​redazione@irpiniareport.it

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