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Riforma della magistratura, il sottosegretario Delmastro: “Intervento per liberare il sistema, non per punir

2026-03-17 17:23

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Riforma della magistratura, il sottosegretario Delmastro: “Intervento per liberare il sistema, non per punire”

AVELLINO - Il confronto politico sulla giustizia si concentra sulla riforma della magistratura, con il governo che respinge nettamente le accuse di vo

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AVELLINO - Il confronto politico sulla giustizia si concentra sulla riforma della magistratura, con il governo che respinge nettamente le accuse di voler colpire i giudici. L’intervento, viene ribadito, non avrebbe alcuna finalità punitiva, ma punterebbe piuttosto a ridefinire gli equilibri interni e a rafforzare l’indipendenza del sistema.
A ribadirlo è il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, che questa mattina ha fatto tappa ad Avellino per la firma sul tricolore presso la sede di Fratelli d’Italia, dove è stato accolto dalla coordinatrice provinciale Ines Fruncillo. “Non c’è nessuna volontà punitiva nei confronti della magistratura”, ha dichiarato, sottolineando come la riforma nasca piuttosto dall’intenzione di intervenire su criticità strutturali emerse negli anni.
Al centro della riforma vi è il funzionamento del Consiglio Superiore della Magistratura, considerato uno snodo cruciale per le dinamiche di carriera e per la gestione degli incarichi direttivi. Secondo l’impostazione dell’esecutivo, il meccanismo del sorteggio per la selezione dei componenti rappresenterebbe uno strumento decisivo per ridurre il peso delle correnti e limitare possibili interferenze esterne. “Per il tramite del sorteggio, che è uno degli elementi fondamentali della riforma, libereremo la politica dall’intreccio con la magistratura”, ha spiegato Delmastro.
L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato, separare in modo più netto magistratura e politica; dall’altro, superare logiche interne ritenute eccessivamente legate all’appartenenza. In questa prospettiva, la riforma viene presentata come un’opportunità per restituire centralità al merito e alle competenze individuali. “Con il sorteggio dei togati libereremo i tanti magistrati per bene che sino ad oggi per far carriera hanno dovuto baciare l’anello a questo o quel capo corrente”, ha aggiunto il sottosegretario.
Il tema delle correnti resta uno dei punti più discussi. Secondo il governo, il sistema attuale avrebbe favorito nel tempo dinamiche che non sempre premiano il valore professionale, incidendo sulle nomine ai vertici degli uffici giudiziari. Da qui la scelta di intervenire con strumenti che dovrebbero ridurre tali condizionamenti. “Li libereremo dal gioco delle correnti che hanno occupato il CSM”, ha sottolineato Delmastro.
Un altro pilastro della riforma riguarda la responsabilità disciplinare. È prevista infatti l’istituzione di un organo terzo, autonomo rispetto alla magistratura, incaricato di valutare eventuali illeciti. La misura viene giustificata con la necessità di superare il principio della “giustizia domestica”, ritenuto inadeguato a garantire un controllo efficace. “Il rovescio della medaglia dell’Italia del merito è che chi sbaglia paga anche se porta una toga”, ha affermato.
E ancora: “Un organo terzo, indipendente, non deve spaventare ma è normalità”.
A sostegno di questa linea vengono richiamati i dati sugli errori giudiziari, che evidenzierebbero un numero significativo di casi a fronte di un limitato ricorso a sanzioni disciplinari. Un elemento che, nella lettura dell’esecutivo, renderebbe necessario un sistema più incisivo e imparziale. “Parliamo di migliaia di persone private della libertà ingiustamente a fronte di pochissime sanzioni disciplinari: troppo poco”, ha evidenziato Delmastro.
Il dibattito resta acceso anche alla luce delle vicende che hanno coinvolto negli ultimi anni il mondo delle toghe, tra cui il caso legato all’ex magistrato Luca Palamara, che ha contribuito ad alimentare la richiesta di cambiamento.
Nonostante le posizioni divergenti, il governo insiste nel definire la riforma come un passaggio necessario per rafforzare credibilità e trasparenza della giustizia, sostenendo che la grande maggioranza dei magistrati, impegnati quotidianamente nel proprio lavoro, potrebbe trarre beneficio da un sistema rinnovato e più equilibrato.

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Direttore responsabile Katiuscia Guarino
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