
Spopolamento in Irpinia, l’appello delle istituzioni: “Servono infrastrutture e servizi per trattenere i giovani”
La fuga dei giovani dall’Irpinia torna al centro del dibattito istituzionale. In occasione della visita in Prefettura ad Avellino, il senatore Francesco Silvestro, presidente della Commissione parlamentare per le questioni regionali, ha acceso i riflettori su un fenomeno che da anni interessa le aree interne del Mezzogiorno. Insieme al magistrato Catello Maresca e accolto dal prefetto Rossana Riflesso, Silvestro ha sottolineato la necessità di “interventi concreti per contrastare lo spopolamento".
Alla base dell’emigrazione giovanile, secondo il presidente della Commissione, ci sono carenze strutturali ben precise: servizi insufficienti, infrastrutture inadeguate e poche opportunità. “Comprendere le cause è il primo passo per invertire la rotta”, dice il senatore. Tra le proposte in campo, anche una misura fiscale che mira a favorire il rientro dei pensionati italiani residenti all’estero, attraverso una tassazione agevolata al 4%, con l’obiettivo di contribuire al ripopolamento dei territori.
Un nodo centrale resta quello dei collegamenti. La difficoltà nel raggiungere l’Irpinia rappresenta un limite non solo per i residenti, ma anche per lo sviluppo turistico ed economico. Silvestro ha evidenziato come, nonostante il “boom turistico di Napoli, le aree interne restino penalizzate da tempi di percorrenza troppo lunghi, che scoraggiano visitatori e investimenti”.
Oltre alle infrastrutture, si guarda anche agli incentivi per trattenere i giovani. Tra gli esempi citati, quello della Calabria, dove “è stato introdotto un sostegno economico per i laureati che scelgono di restare sul territorio: una misura che potrebbe essere replicata anche in Campania”, sottolinea Silvestro.
Il confronto con istituzioni locali e rappresentanti del territorio sarà alla base di un documento finale che la Commissione presenterà in Parlamento. L’obiettivo è individuare soluzioni legislative efficaci, capaci di rispondere alle esigenze delle aree interne e di rilanciare l’Irpinia, contrastando una tendenza che rischia di impoverire ulteriormente il tessuto sociale ed economico del territorio.



