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L'Irpinia dalla A alla Z, Baldo atterra a Castelvetere sul Calore: il borgo dove il tempo custodisce le tradiz

2026-06-24 10:55

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L'Irpinia dalla A alla Z, Baldo atterra a Castelvetere sul Calore: il borgo dove il tempo custodisce le tradizioni

Eccomi qua, amici irpinauti! Pensavate fossi andato già in vacanza? Ma no, l'estate è il momento migliore per volare e andare alla scoperta dei nostri

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Eccomi qua, amici irpinauti! Pensavate fossi andato già in vacanza? Ma no, l'estate è il momento migliore per volare e andare alla scoperta dei nostri meravigliosi comuni irpini. Oggi punto diritto il muso del mio aereo sulla Media Valle del Calore, rotta sulla verticale di Castelvetere sul Calore, quinto paese da scoprire dopo Aiello, Montefusco, Carife e Petruro.
Castelvetere è un comune orgoglioso e identitario, abbarbicato sulla "ripa", sperone di roccia che è la parte più alta, a 750 metri sul livello del mare. Da quassù vedo poco lontani i centri limitrofi, Montemarano e Paternopoli, Chiusano e San Mango, fin giù a Volturara. L'etimologia del nome risiede in due termini latini, Castellum, da "castro", fortezza, e "vetere", ovvero antico. Il territorio è attraversato a valle dal fiume Calore, di qui il completamento del nome.
L'origine è longobarda, ma tracce concrete risalgono al periodo romano. Una curiosità, che fa onore ai castelveteresi: questo comune anticipò l'editto napoleonico e costruì uno dei primissimi cimiteri fuori dal centro urbano per il rispetto delle norme igieniche. Complimenti!
Castelvetere è davvero un bel borgo, ha un centro storico caratteristico e attraversato da stradine strette e ripide, fin su alla Chiesa Madre, dove svetta il campanile. Ha un bellissimo affaccio sulla valle, nel tempo ha preservato l'impianto urbanistico che è stato ripristinato dopo il sisma dell'80. Ha uno dei primi esempi di albergo diffuso dell'Irpinia, in questi luoghi il compianto Pino Daniele voleva fondare una scuola di musica, il paese ha avuto la benefica influenza negli anni '60 di un politico di razza come il ministro democristiano Fiorentino Sullo. E' il posto dove andare a trascorrere una domenica di pace e relax (magari con il treno storico), passeggiare e mangiare bene. Qui le tradizioni culinarie non mancano, a cominciare dalla "maccaronara", una tipica pasta fresca che le donne del paese ancora preparano nei giorni di festa. La sfoglia viene tirata sottile, ma non troppo, e divisa in tante striscioline rotonde grazie ad un particolare mattarello elicoidale, chiamato appunto "maccaronara". Un tempo era di legno, oggi è privilegiato quello in ottone che è più tagliente e "professionale". Attraverso i racconti delle donne più anziane è possibile apprendere i segreti della preparazione, raccontata in un dialetto delle zone interne così particolare che due anni fa è stato oggetto di studio nella tesi di laurea di una dottoressa dell'Università di Torino. Altra tradizione gastronomica, giustamente riscoperta dalla Pro Loco, è quella dell'"ucciolo", una sorta di focaccia da riempire con ogni companatico o da mangiare, soffice e profumato, anche da solo. La festa dell'ucciolo? Nel primo weekend di luglio. E da bere? Il vino Aglianico di qui è davvero delizioso!
Castelvetere ha poi una grande tradizione religiosa, la patrona è Santa Maria delle Grazie che viene festeggiata solennemente ogni 28 aprile, oltre che il 2 luglio. Ad aprile ricorre il giorno del miracolo, di quando la Madonna indicò con una nevicata fuori stagione il perimetro del luogo dove avrebbe voluto che fosse costruito un  santuario in suo onore. Da allora ogni 28 aprile le donne realizzano i "tortani", ciambelle rotonde che vengono dispensate in segno di devozione e distribuite nella case rurali da piccole "sponsiatrici", bambine vestite come spose e con corpetti ricoperti interamente di oggetti d'oro, offerti in prestito – come voto - dalle famiglie del paese.
Non è finita, in fatto di tradizioni laiche quella del Carnevale riempie d'orgoglio i castelveteresi, da sempre in competizione con la confinante Montemarano. Da qualche anno sono riprese le sfilate dei carri e devo dirvi ...che è un bel vedere.
Il sorvolo su Castelvetere è finito, amici irpinauti. Si torna sulla pista d'atterraggio. "Torre, chiedo il permesso di atterrare, passo e chiudo". Alla prossima.
                                                                                                                  Baldo

 

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Direttore responsabile Katiuscia Guarino
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