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L'Irpinia dalla A alla Z: Baldo torna a volare. Tappa ad Avella, culla della nocciola e dell'antica Abella

2026-07-30 19:27

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Attualità, irpinia-, avella, nocciola-, baldo,

L'Irpinia dalla A alla Z: Baldo torna a volare. Tappa ad Avella, culla della nocciola e dell'antica Abella

Eccomi, amici irpinauti! Pensavate che Baldo fosse andato in ferie? O che il suo aereo turistico non volasse più sull'Irpinia? E' che d'estate ho fatt

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Eccomi, amici irpinauti! Pensavate che Baldo fosse andato in ferie? O che il suo aereo turistico non volasse più sull'Irpinia? E' che d'estate ho fatto prima qualche giro sullo splendido golfo di Napoli, per inebriarmi dell'azzurrro del mare, prima di tornare a volare sulla nostra amata provincia. Sono nell'aerovia sopra Nola e, prima di valicare la vetta del Partenio per scendere verso Avellino, non posso che fare due o tre sorvoli su Avella, centro di circa 7mila abitanti. Mi colpisce subito, da quassù, la testimonianza archeologica dell'antica "Abella" con il suo splendido Anfiteatro, costruito nel primo secolo avanti Cristo, ben conservato e splendido scenario di qualche manifestazione estiva: meriterebbe forse maggiore attenzione, insieme ai tanti altri siti archeologici d'Irpinia, come Abellinum e tutta l'area di Aeclanum. L'anfiteatro è in opera reticolata e venne realizzata a sud-est della città, in area su cui già precedentemente si trovavano insediamenti abitativi del periodo sannitico.

Avella ha una storia gloriosa nell'ambito della Campania antica, con vicende a cavallo tra età sannitica e romana che ne fecero sicuramente un centro importante. Da fonti scritte ci resta con certezza la fedeltà a Roma nel periodo della guerra sociale tra il 91 e l'89 avanti Cristo, che provocò la dura punizione dei Sanniti, di stanza a Nola, che si risolse nella distruzione del paese. Notevoli i reperti archeologici ritrovati nel tempo, alcuni custoditi altri purtroppo oggetto di razzie predatorie nelle tombe.

Se oggi si pronuncia il nome Avella il pensiero corre subito alla coltivazione del nocciolo, il Corylus avellana, che prende il suo nome proprio da questo territorio, ad ovest del capoluogo irpino e circondato dai monti del Partenio da un lato e degradante verso la piana nolana dall'altro. Qui gli inverni sono miti – non è raro osservare dall'alto alberi di limoni e arance – ma spesso spazzati dal vento. Il vero tesoro del territorio è la nocciola avellana – cosiddetta nux Abellana – dalla quale derivano altri tipi di nocciola europea, soprattutto della regione portoghese: avela, avellana, avelana. Un tempo il territorio si reggeva economicamente sulla vendita di questo prodotto – "le nostre nocciole destinate persino alla produzione di Nutella", mi raccontava una volta un orgoglioso avellano – ma poi la concorrenza turca, sicuramente di qualità inferiore ma a prezzi più bassi – ha comportato qualche problema. In paese resiste anche qualche rara e particolare forma di artigianato, come la produzione di "fuscelle", vale a dire dei contenitori formati da rami morbidi e intrecciati manualmente, destinati a contenere formaggi semi-molli per la stagionatura e ricotte fresche. Volete sapere cosa mangiare (o acquistare) se vi trovate ad Avella? Io che sono un goloso non riesco a rinunciare alla "cassata avellana", una versione più semplice di quella siciliana, senza canditi, ma impreziosita da una distesa di nocciole avellane tostate. Una curiosità è che questo dolce, pensato e brevettato da un pasticciere ingegnoso, Pasquale Pesce, viene citato nel libro di Mondadori interamente dedicato alla nocciola. E a proposito di citazioni, queste un po' più datate, il legno del nocciolo avellano è  ne "I pastori" di Gabriele D'Annunzio.

Che dirvi più su Avella, che si contende con Baiano il ruolo di "capitale del Mandamento", ovvero di quel grappolo di comuni irpini che tanto risentono della adiacente influenza scolastica, commerciale e del divertimento di Nola? Non c'è che da farci un salto, io da quassù ve l'ho raccontata un po'. Torno in aeroporto. A presto!

                                                                                             Baldo 

 

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Direttore responsabile Katiuscia Guarino
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