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Cybersecurity, la sfida dei prossimi anni passa dall’anello debole: l’utente

2025-08-25 10:54

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Attualità, sicurezza, cyber-security-, infirmatica,

Cybersecurity, la sfida dei prossimi anni passa dall’anello debole: l’utente

(di Massimiliano D’UvaNegli anni a venire, la sicurezza informatica sarà una delle sfide più delicate per aziende e cittadini. Non si tratta più solta

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(di Massimiliano D’Uva)
Negli anni a venire, la sicurezza informatica sarà una delle sfide più delicate per aziende e cittadini. Non si tratta più soltanto di installare firewall o sistemi di protezione dagli attacchi esterni, perché l’anello debole della catena è, sempre di più, l’essere umano.
L’utente medio è quotidianamente esposto a sollecitazioni digitali di ogni tipo: email che sembrano provenire da fonti attendibili, richieste di aggiornamento credenziali, link a portali fittizi che imitano perfettamente quelli legittimi. Distinguere ciò che è sicuro da ciò che è pericoloso diventa spesso impossibile, soprattutto per chi non ha una formazione specifica.
La posta elettronica, ancora oggi il principale strumento di comunicazione digitale, rappresenta il punto critico più evidente. Allegati malevoli, file “protetti” da password banali o sistemi di trasferimento non sicuri sono i canali privilegiati dai criminali informatici per introdurre codice dannoso, carpire dati sensibili o ottenere accesso ai sistemi gestionali. Le conseguenze possono essere devastanti: account bancari compromessi, carte di credito sottratte, fino alla paralisi operativa di aziende i cui sistemi diventano terreno di conquista per delinquenti senza scrupoli.
Accanto a queste minacce digitali, si sta diffondendo un fenomeno insidioso: le truffe telefoniche. Sempre più spesso operatori apparentemente professionali contattano ripetutamente utenti e aziende, fingendo di appartenere a un servizio di assistenza informatica o di supporto a piattaforme digitali. Sono state diverse le segnalazioni giunte di alberghi e piccole strutture ricettive che hanno visto intrusi i loro sistemi di prenotazione. Con pretesti tecnici e linguaggio convincente, riescono a ottenere dati di accesso o a convincere la vittima a installare software che di fatto aprono le porte ai truffatori. Un inganno che sfrutta la fiducia con effetti talvolta più rapidi e devastanti di un attacco via mail.
In questo scenario, la figura del responsabile IT non è più un lusso ma una necessità. Per le aziende più grandi è ormai imprescindibile dotarsi di un reparto di sicurezza informatica, mentre per le micro e piccole imprese, cuore pulsante del sistema produttivo italiano, occorrerà sviluppare maggiore consapevolezza e affidarsi a competenze specifiche.
Non è in gioco solo la difesa di dati personali o aziendali, ma la tenuta stessa del tessuto economico nazionale, fondato su realtà fragili e vulnerabili. La sfida dei prossimi anni sarà dunque culturale, oltre che tecnologica: imparare a riconoscere i rischi, aggiornare le modalità di lavoro e comprendere che la sicurezza informatica non è un optional, ma una condizione essenziale per continuare a crescere.

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Direttore responsabile Katiuscia Guarino
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